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Smartphone valori SAR, disparità nelle emissioni di radiazioni

Smartphone valori SAR: disparità nelle emissioni di radiazioni
Il SAR (Specific Absorption Rate), il tasso di assorbimento specifico, è diventato un parametro rilevante in quello che è il dibattito sulla sicurezza dei device mobili. Questo indice, infatti, misura la qualità di radiazioni elettromagnetiche che vengono assorbite dal corpo quando utilizza mezzi di telecomunicazione. Per questa ragione, una ricerca approfondita dell’ente tedesco Bundesamt für Strahlenschutz (Ufficio Federale per la Protezione dalle Radiazioni), che possiamo leggere in questa pagina redatta da Federico Cremonesi, si focalizza sui valori SAR per una scelta più consapevole del proprio smartphone.
I 20 smartphone con i più alti valori SAR
Le nuove scoperte hanno evidenziato una varietà importante nei livelli di radiazione degli smartphone attualmente in commercio. Al primo posto della classifica degli smartphone più pericolosi troviamo il Motorola Edge 30 Pro che presenta un valore di 2,25 W/kg per la testa e di 3,37 W/kg per il corpo. Al secondo posto abbiamo lo Xiaomi 13 Pro con 2,05 W/kg per la testa e 3,03 W/kg per il corpo. Al terzo posto il One Plus 11 Pro con 1,97 W/kg per la testa e 2,95 W/kg per il corpo.
L’analisi di questi dati mostra, tra le altre cose, che non c’è corrispondenza tra la vendita di questi smartphone e i parametri delle radiazioni. Al di là del Motorola, che non è tra i modelli più venduti, lo Xiaomi è un modello amatissimo, con circa 2 milioni di unità vendute nonostante l’alto valore SAR. Questo significa, probabilmente, che il SAR non sia un criterio di acquisto primario o che, perlomeno superficialmente, i consumatori non conoscono questi valori e non sono pienamente informati del rischio. Anche per quanto riguarda il prezzo, nonostante i valori siano elevati, non abbiamo correlazioni in negativo: il Samsung Galaxy S23 Ultra, che ha dei valori solo leggermente meno elevati, ha un prezzo di listino davvero notevole.
Si deve sottolineare, comunque, che il valore SAR viene stabilito in laboratorio e, quindi, può variare durante l’uso quotidiano. Il valore può, infatti, aumentare se si sta per parecchio tempo al telefono con l’apparecchio vicino all’orecchio. L’indicazione SAR, per questo motivo, dovrebbe essere considerata un riferimento e non una misura assoluta dell’esposizione alle radiazioni nella vita di tutti i giorni. Anche per questo motivo, il dibattito della comunità scientifica è in pieno svolgimento e ci sono alcuni istituti, come quello Superiore di Sanità italiano, che non hanno trovato alcuna correlazione tra l’uso dello smartphone e l’aumento della casistica tumorale.
I 20 smartphone con i più bassi valori SAR
La ricerca è riuscita nel classificare anche gli smartphone con meno radiazioni e, nell’elenco, troviamo, al primo posto, un modello poco conosciuto, lo ZTE Blade V10 che vanta 0,13 W/kg per la testa e 0,22 W/kg per il corpo. Al secondo posto abbiamo il Samsung Galaxy Note 10+ con 0,19 W/kg testa e 0,28 W/kg corpo. Al terzo posto il Samsung Galaxy Note 10 con 0,21 W/kg testa e 0,29 W/kg corpo. Tranne alcuni cellulari, come i Samsung, già conosciuti, alcuni di questi dispositivi con basse radiazioni sono poco venduti e molto poco noti a sottolineare, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto il valore SAR non sia un fattore che venga messo in conto durante l’acquisto di un nuovo device.
Decisivo è il design, i materiali, la fotocamera, la capacità di memoria, la velocità, di certo non salute e sicurezza. Il SAR, invece, dovrebbe essere un elemento guida che, bilanciato con altre prestazioni, dovrebbe essere d’aiuto per una scelta maggiormente consapevole. Adottare, comunque, un atteggiamento prudente nell’uso dello smartphone può essere una buona abitudine per tutti, a prescindere da quale modello si abbia in dotazione. Usare cuffie o vivavoce, ad esempio, è un ottimo metodo per abbassare, di molto, il rischio di radiazioni elettromagnetiche e può servire a non avere il telefono attaccato al corpo.