Diversi ma (ugualmente) campioni: a tu per tu con Gian Pietro Simula dell’Asinara Waves
Edilizia scolastica | E se passassimo al concetto di architettura educativa?

Il day after lascia spazio alla protesta degli studenti dopo la sfiorata tragedia di Cagliari quando la palazzina che ospita la Facoltà di Lingue dell’Università del capoluogo è collassata
Da insegnante che lavora da 35 anni nel mondo della scuola non ho potuto che provare orrore nell’ascoltare la notizia del crollo del soffitto dell’aula magna di Cagliari.
Orrore ma anche tanta rassegnazione nel prendere atto che non è una novità, per chi lavora dentro le scuole, quella di vedere quotidianamente infiltrazioni, bagni e palestre fatiscenti, aule che perdono calcinacci, cortili e giardini che assomigliano più a giungle che a spazi ricreativi.
Il governo Renzi si era già iniziato a parlare di “scuole belle, pulite e sicure” parole che purtroppo erano già da quasi subito rimaste uno slogan, a causa dei tagli alle risorse e di un Patto di stabilità che aveva poi, di fatto, impedito anche ai Comuni virtuosi di spendere qualcosa per l’edilizia scolastica.
Nel 2015 l’Osservatorio sull’Edilizia Scolastica faceva rilevare che su 41.000 edifici monitorati, più della metà possedevano impianti idraulici, termici ed elettrici malfunzionanti o fatiscenti, circa 10.000 avevano intonaci pericolanti e 3.600 necessitano di interventi sulle strutture portanti.
Il problema enorme dei caseggiati scolastici ed universitari viene ripreso solo quando ci sono dei fatti eclatanti come quello di questi giorni accaduto a Cagliari.
E sapete cosa ha colpito in questi giorni di formazione del Governo?
Che si parlasse di ministeri di peso attribuendo questa caratteristica a quelli dell’Economia, della Giustizia, delle Infrastrutture…ma mai si è parlato del Ministero dell’Istruzione come un Ministero che avesse un’importanza strategica per il futuro del paese.
Eppure, in quelle aule spesso tristi e grigie, stiamo formando il futuro dell’Italia. Stiamo proponendo e coltivando quella cultura, quella sapienza, che dovrebbe essere alla base della formazione della personalità dei nostri figli e della loro formazione di uomini e donne e di cittadini e cittadine del domani.
La cultura e il sapere sono bellezze preziose e fondamentali che però la politica fa fatica a inserire nell’agenda come “urgenti e indispensabili”.
Consigliamo vivamente a chi di dovere la lettura del testo “La scuola intelligente” dell’Arch. Giorgio Ponti, ed. GRAFILL ,2014, che fa una distinzione importante fra quella che si continua a definire l’edilizia scolastica e quella che invece dovrebbe diventare l’architettura educativa.
L’autore dice che “l’architettura educativa dell’oggi e del futuro prossimo si può definire come un insieme ideale di spazi fisici, di tecnologie e di attrezzature capaci di rispondere, anche in tempi rapidi, al maggior numero possibile di “bisogni” complessivi e dinamici delle attività educative e formative, in un rapporto “aperto” con altre attività sociali, di interesse pubblico e di servizio.”
In pratica, già dal 2014 e posso dire anche da molto prima ( vedi le scuole di Reggio Children e tutta la letteratura da queste prodotta) si proponeva la creazione di un progetto a lungo termine, ma da iniziare immediatamente, dove gli ambienti e gli spazi scolastici avevano un ruolo fortemente educativo.
Siamo nel 2022…e ancora tutto è lettera morta.