
Il raid incendiario commesso oggi negli orti urbani di piazza Paganini, nel quartiere di Santa Maria di Pisa, ha destato grande amarezza. Sul posto gli agenti della polizia locale e dei vigili del fuoco
Intorno alle 11 un rogo di sicura origine dolosa ha distrutto le casette in legno che si trovano nel parco. Per fare chiarezza sull’episodio, assieme ai vigili del fuoco e agli agenti della polizia locale, sono intervenute le forze investigative della Questura di Sassari, che stanno eseguendo alcuni accertamenti per capire se si tratti effettivamente dell’azione di vandali o se si tratti di un attentato. «Non può vincere la vigliaccheria di chi si rende responsabile di simili gesti», è il monito del sindaco Giuseppe Mascia. «Mi auguro che i responsabili di questo vile attentato, che non può restare impunito, siano presto individuati e assicurati alla giustizia», auspica. Per il vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, Tore Dau, «è deprimente anche solo pensare che si tratti di una risposta a quanto abbiamo dichiarato qualche giorno fa, quando abbiamo annunciato di voler dare nuovo impulso al progetto e di voler affidare quanto prima la gestione degli orti urbani».
Solo pochi giorni fa Dau aveva annunciato l’imminente messa a bando, dopo la modifica del regolamento approvata dal consiglio per semplificare le procedure di coinvolgimento della comunità e ratificare le nuove tariffe stabilite dalla giunta Mascia: un canone mensile di un euro a metro quadro. «Circa il 70% degli orti sarà destinato ai privati cittadini, ma potranno prenderli in gestione anche le scuole, le università e le associazioni», aveva detto Dau, scommettendo sul loro rilancio. «Stiamo lavorando per promuoverli tra le residenti e i residenti, ma abbiamo avviato il dialogo con le scuole vicine agli orti e i comitati spontanei dei quartieri intorno – aveva aggiunto – speriamo di centrare il risultato, tante persone, soprattutto in pensione, sono interessate». L’assessore aveva poi auspicato la rapida entrata in funzione dei tre orti riservati alle persone seguite dai servizi sociali, alle scuole e alle associazioni. «Potrebbero innescarsi dei meccanismi positivi di emulazione», aveva detto, mentre il consigliere comunale Gianluigi Onida aveva voluto rimarcare che «quel degrado non è lo specchio del quartiere, il problema è che gli orti sono stati abbandonati subito dopo la realizzazione, ma è importante che sia garantita qualche forma di sorveglianza, anche delle semplici telecamere».