
Un momento rimasto nella memoria collettiva e considerato il simbolo della Faradda 2024. Il Candeliere danzante dei Falegnami aveva ceduto lungo il percorso lo scorso 14 agosto ma è arrivato ugualmente a Santa Maria di Betlem tra la commozione della folla, che idealmente ha spinto i portatori allo scioglimento del Voto all’Assunta. Il tempo non ha scalfito quegli istanti carichi di significato e altrettanto solenni, tanto da sensibilizzare le istituzioni cittadine per costruire un nuovo cero pronto per la prossima Festa di Sassari e restaurando simbolicamente quello vecchio. Nella conferenza stampa di stamattina a Palazzo Ducale, Il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia ha dichiarato:
«Quel cero spezzato è patrimonio di tutta la nostra comunità, così come i Candelieri appartengono alla nostra identità collettiva e la Faradda è il momento in cui la città esprime pienamente il proprio spirito e il proprio modo di porsi, tra sacro e profano, tra festa e fede, ma sempre con fiducia e speranza». Una riflessione che sintetizza quanto accaduto dopo l’incidente che ha colpito il Candeliere dei Falegnami. Quel giorno, al termine della discesa, quando ormai il percorso si avviava verso Santa Maria in Betlem, la base del cero si spezzò, segnando l’inizio di un’ondata di solidarietà senza precedenti.
La comunità del gremio dei Falegnami, insieme all’Integremio, al Comune di Sassari, alla Camera di Commercio, alla Fondazione di Sardegna e ai tre Rotary Club cittadini, si è mobilitata per affrontare la situazione con uno spirito di collaborazione straordinario. Questa unione ha visto convergere il sostegno di realtà istituzionali e produttive, sostenitrici della tradizione dei gremi e impegnate a valorizzare il tessuto sociale della città.
Oggi, nella sala consiliare di Palazzo Ducale, è stato illustrato il percorso che ha portato alla raccolta delle risorse necessarie per la costruzione di un nuovo cero, affidata alla Falegnameria Bussu di Sassari. Al tempo stesso, il Candeliere spezzato sarà restaurato con finalità museali, grazie all’intervento della Soprintendenza. Il progetto, che ha richiesto un impegno finanziario significativo, resta aperto al contributo della cittadinanza attraverso un crowdfunding promosso dallo stesso gremio dei Falegnami.
Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Giuseppe Mascia, l’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni, Francesco Carta del gremio dei Falegnami e Fabio Madau, presidente dell’Integremio. A loro si sono affiancati Piero Murenu per la Camera di Commercio, Paolo Castiglia per i Rotary Club cittadini, Gianna Saba e Alessandra Carrieri per la Soprintendenza, e Salvatore Bussu per la falegnameria incaricata. A suggellare simbolicamente l’iniziativa, anche la presenza di padre Salvatore, guardiano di Santa Maria in Betlem, il luogo dove ogni 14 agosto si rinnova il voto secolare della città all’Assunta.
«Qualche anno fa un incidente simile era capitato al cero dei Contadini, che si ruppe ma senza spezzarsi e senza produrre lo scalpore collettivo che abbiamo vissuto lo scorso anno», è stato detto nel corso della conferenza stampa di oggi. «In quell’occasione Comune di Sassari, Fondazione di Sardegna e Camera di Commercio contribuirono al restauro di un bene che è patrimonio non solo di Sassari, ma dell’umanità, come certifica l’Unesco», è proseguito il racconto. «Ecco perché anche a questo giro gremio di Falegnami e Intergremio hanno deciso di coinvolgere gli stessi soggetti e di riproporre lo stesso schema», si è rimarcato.
«Trattandosi in questo caso di una spesa superiore, abbiamo accolto volentieri la disponibilità dei tre Rotary Club cittadini, che dedicheranno una delle loro prossime iniziative alla raccolta di fondi ad hoc», ha spiegato il presidente dell’Intergremio, Fabio Madau. «Ma per restaurare quello vecchio, per poi valutare dove custodirlo ed esporlo, c’è bisogno di un altro piccolo sforzo e intendiamo attraverso una raccolta fondi coinvolgere tutte le persone che hanno manifestato la volontà di fare la propria parte», ha aggiunto Francesco Carta a nome dei Falegnami. Anche perché «la Soprintendenza si è unità a questa gara di solidarietà e realizzerà il restauro – ha aggiunto – con prodotti e macchinari dai costi considerevoli».