
Internet è ormai fondamentale per le nostre attività quotidiane. Basti pensare alla realtà diffusa dello smart working e del lavoro telematico, che senza una connessione veloce sarebbero utopia pura. Ma anche sul lato dello shopping e del tempo libero la banda larga ci aiuta ad essere più rilassati e felici
Gli assalti ai negozi nel corso delle feste Natalizie, le file alla cassa di supermercati ed altri esercizi commerciali sono quasi un lontano ricordo. La musica si sente in streaming sui propri device elettronici, invece che attraverso musicassetta o CD. Il mondo dei videogames e dell’iGaming è un altro elemento probante dell’importanza dell’avere una linea internet funzionante e veloce. Basti pensare a quei portali che offrono giochi, ad esempio slot machine, poker e roulette, e promozioni, come uno dei bonus da 1000 euro senza deposito, che sono fruibili solamente se connessi alla rete. Infine, anche prenotare viaggi, affittare macchine o comprare biglietti per il proprio evento preferito sono cose che si possono fare solamente tramite internet. La tecnologia è dunque al centro di ogni operazione quotidiana e per fare questo sono necessarie infrastrutture digitali adeguate per soddisfare le esigenze di tutti, cittadini privati e imprese. Si pensi a quanti ormai riproducono o trasmettono in streaming con qualità sempre maggiore (e quindi più pesanti), all’aumento costante di quanti sfruttano la domotica, il trasferimento file, la connessione da remoto, lo smart working, le aziende che usano la rete per gestire i magazzini, la logistica, movimentare robot. Oppure ancora il comparto sanitario che inizia a lavorare da remoto con la telemedicina, le cartelle cliniche online e i dati clinici in tempo reale via app e su Cloud. Così in Italia negli ultimi anni si stanno sfruttando tutte le risorse necessarie, pubbliche e private, per costruire reti a banda larga sempre più efficienti con un cronoprogramma regione per regione, come in Sardegna un’area che si cerca di rendere sempre più connessa secondo le ultime tecnologie. La geografia della regione non aiuta ma i progetti ci sono e si stanno realizzando.
La banda larga in Sardegna: nel 2022 FTTH al 27%
La Sardegna purtroppo arranca ancora un po’ per quanto riguarda la copertura della fibra ottica e soprattutto per i sistemi FTTH (Fiber to the Home). Quest’ultima è infatti la tecnologia migliore esistente che porta direttamente in casa i cavi di fibra ottica ad alta velocità. Una grande differenza rispetto alla FTTC, che portava la fibra fino all’armadietto posto in strada e poi di lì con il cablaggio in rame fino a casa. Infine, tecnologia anche più vecchia, è quella dell’ADSL, dove un cavo in rame corre per tutto il percorso dalla centrale fino a casa, ma con una connessione ancora più lenta. In Sardegna però c’è ancora tanto da lavorare affinché la regione possa averne totale copertura. Secondo le ultime statistiche, infatti, fino alla fine del 2022 la regione si trovava agli ultimi posti per navigazione su Internet in fibra ottica. In particolare l’ultra FTTH era presente solo in un Comune su quattro, o meglio nel 27,4% dei Comuni, mentre solo il 3% aveva a disposizione la connessione FTTH. Tutto il resto della regione era connesso con l’FTTC, con una velocità e una larghezza di banda dunque molto limitata.
Il PNRR per la banda larga
Iniziamo col dire che per banda larga, oggi, si intende una connessione ultra veloce che supera almeno i 200 Mbps (megabit per secondo). Ma questo è il minimo che ci si aspetterebbe nel 2023, in un’epoca nella quale si parla di velocità già nell’ordine dei gigabit. In tutta Italia si sta cercando di accelerare nella realizzazione di reti internet ultraveloci, cercando di raggiungere più Comuni possibili, anche quelli più remoti e piazzando infrastrutture anche nelle zone non ancora abitate o nelle quali è presente un’azienda ma in modo tale da predisporre le linee in ottica futura. In quest’ottica la Sardegna sembra essere ancora indietro con le tempistiche e la media dell’intero Paese. Ecco perché il PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, al netto degli iter burocratici che tanto fanno discutere può essere uno strumento più che utile per spingere l’infrastrutturazione a banda ultra larga fissa e 5G nella regione. In questo modo si può recuperare sui ritardi accumulati negli anni, raggiungere la media nazionale e crescere nell’evoluzione tecnologica e nella digitalizzazione. Così la Regione Sardegna, insieme al Governo, ha sfruttato i fondi PNRR per sviluppare cinque progetti, uno per ogni provincia, per portare la fibra fino a casa nelle aree dove ci sono solo infrastrutture in rame mentre il 5G sarà sfruttato soprattutto per le aree remote dove non arriva la connessione mobile. Un progetto da 442 milioni di euro per tutta la regione che coinvolge soggetti pubblici e privati attraverso bandi per assottigliare il digital divide con il resto del Paese – in Italia si parla spesso del caso dei borghi isolati – e andare a modernizzare 22 aree della Sardegna, corrispondenti a 18 siti lavorativi.