La cavalcata trionfale del BuDoni: breve analisi della vittoria dell’Eccellenza

Ritrovarsi dopo 46 anni. Tutti insieme. Per una cena al bar Sport. Un po’ appesantiti, con i capelli bianchi o senza. Ma sempre con lo stesso entusiasmo del 1977, quando quei ragazzi di allora scrissero una delle pagine più belle del calcio di Porto Torres: la vittoria del campionato regionale juniores
Prima vincono il girone, poi le passeggiate negli spareggi provinciali successivi. Una macchina schiacciasassi. Infine l’ultimo ostacolo: il Sestu ad Oristano. Finalissima regionale. Non c’è internet e quella squadra appare ai rossoblù a dir poco misteriosa. Nessuno sa che i giovani giocatori del Sestu due anni prima hanno vinto il titolo nazionale allievi. E giocano sempre insieme. Cresciuti di due anni. La finalissima di Oristano di quel maggio 1977 (tutta la città di Sestu al seguito, molto meno i portotorresi) si rivela ostica per i rossoblù. I cagliaritani dominano, inutile girarsi sopra. Conducono 1-0 e mancano una manciata di minuti dalla fine.
Entra Giannino Sanna, detto Muller, e cambia la partita. Giannino, attaccante acrobatico, è teso come una corda di violino e ha immediatamente un alterco con Cannas, il migliore dei sestesi. Espulsi tutti e due. Per reciproche scorrettezze. Il pubblico cagliaritano è imbufalito. In campo confusione totale. Marco Fiori è tra i più svegli, batte una punizione e Cherchi pareggia, dopo un rimpallo favorevole. Il Sestu va in tilt. Ricomincia il gioco e Marco Fiori (ancora lui) ruba una palla agli avversari, che si rifugiano in corner. Che batte lo stesso Fiori, palla al centro, ribatte la difesa, sulla sfera Musina che calcia rasoterra. Il pallone passa tra una selva di gambe e si insacca: 2-1 per il Porto Torres. Non c’è più tempo. Triplice fischio arbitrale: Porto Torres campione assoluto regionale. Ma non è finita. Scoppia una baraonda.
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I tifosi sestesi assediano gli spogliatoi. Cercano Giannino Sanna, che è difeso dai suoi compagni Salerno, Sotgiu, Bazzoni e Colombino. Che prendono qualche colpo ma riescono a difendersi Al resto ci pensa il massaggiatore Pino Mura, fresco di titolo italiano dei Gallo, che appoggiato al muro dello spogliatoio ne stende 6 o 7. Nel pandemonio generale si butta nella mischia l’accompagnatore Salvatore Azzica, che ne picchia 2 o 3, poi viene accerchiato e menato dai sestesi. Nando Luzzu, fratello di Giuseppe, cerca di scavalcare un filo spinato a 4 metri di altezza e vi rimane impigliato come gatto Silvestro. La bolgia finisce con l’arrivo dei carabinieri. I portotorresi sono scortati col pullman sino a Macomer. A Porto Torres verranno accolti come legionari. E l’eco di quella sfida non è andato mai perso. Per i rossoblù ci sono le finali nazionali. Forte dei Marmi. Il viaggio di giugno è avventuroso. La squadra arriva stanca e perde 3-1. Il ritorno una settimana dopo. Nel catino dell’Occone, gonfio di passione e di tifo rossoblù.

Per i toscani la partita sarà un inferno. I giovani portotorresi giocano la loro migliore gara della storia. Mattatore Alfredo Pala, che segna due grandi gol. La partita finisce 2-0 e si va alla lotteria dei rigori. Purtroppo il rigore decisivo lo sbaglia Giuseppe Luzzu, ottimo difensore. Passa il Forte dei Marmi, che arriverà alla finalissima nazionale. Per il Porto Torres tanti rimpianti, ma la consapevolezza di avere giocato partite da leoni. La prodezza di quei valorosi giovani del 1977 non sarà più eguagliata a Porto Torres.

Sono sempre rimasti amici. Chi è giornalista, chi macellaio, chi gestore di bar, chi tipografo. Sempre appassionati di calcio, sempre pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro. A bere un bicchiere di vino in allegria, tra racconti e battute. Tutti consapevoli che gli sportivi di Porto Torres non li ha mai dimenticati.
Nonostante i 60 e passa anni per i turritani sono sempre i ragazzi della grande juniores.