Scherma – Orgoglio CUS Cagliari: il fioretto maschile va in B1

La C.ap.r.i. azienda leader nel settore dello smaltimento dei rifiuti e della sanificazione, con sede a Guasila, racconta il suo percorso e le sue linee guida
Operate nel settore dal 2000. In questi anni come è cambiata la tipologia del vostro lavoro? Come è cambiato l’approccio all’ambiente?
La tecnologia è l’elemento che ha contribuito maggiormente a cambiare il nostro sistema di lavoro.Oggi abbiamo mezzi e attrezzature più efficienti e meno inquinanti. Nei vari processi riusciamo a produrre tantissime informazioni utili al controllo delle fasi lavorative riuscendo ad elaborare i dati in tempo reale. Questo ci aiuta a migliorare i servizi erogati.
Gli utenti sono molto più informati rispetto a qualche decennio fa e dimostrano una particolare sensibilità rispetto ai temi ambientali. C’è una maggiore attenzione e questo aiuta la nostra azienda a migliorare e adeguarsi continuamente per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più consapevole e preparato.
Operiamo recependo le necessità dei nostri potenziali clienti. Oggi lo smaltimento dei rifiuti è un problema non soltanto per le aziende. Sono numerosissimi i cittadini che tutti i giorni hanno a che fare con problemi legati allo smaltimento.Pensiamo al proprietario di una vecchia casa che deve essere svuotata da tutti gli arredi e suppellettili affinché sia abitabile. Oppure, vogliamo pensare a quante abitazioni hanno ancora coperture in amianto? Un altro fenomeno in forte aumento sono gli appartamenti abitati dagli accumulatori seriali. Studiamo i fenomeni che ci circondano e cerchiamo soluzioni immediate per soddisfare le esigenze delle persone in difficoltà.

Con il covid la necessità di soggiornare in luoghi puliti, sani e ordinati hanno sicuramente favorito le richieste dei servizi di sanificazione e smaltimento.

La nascita di questo progetto scaturisce da diversi fattori, in primis la sensibilità ambientale e poi l’amore per la nostra terra. All’interno dell’azienda abbiamo una mission: erogare servizi più ecocompatibili possibile. Per questo motivo abbiamo installato un impianto fotovoltaico per sopperire al 100% dei consumi energetici, ricicliamo l’acqua degli scarichi per uso irriguo, stiamo acquistando mezzi elettrici e mettiamo in pratica tanti piccoli gesti quotidiani come l’uso della carta riciclata al fine di rendere le nostre attività sempre meno lesive per l’ambiente. Resta comunque da migliorare il problema causato dalle emissioni dei mezzi di trasporto.Da qui nasce l’idea di compensare la Co2 che immettiamo con la piantumazione di 1000 alberi all’anno che sono i divoratori di anidride carbonica per eccellenza. La volontà di piantare degli alberi nelle zone falcidiate dagli incendi è insita nella coscienza dei Sardi che vedono la propria terra martoriata da questa terribile piaga e non percepiscono una soluzione a breve termine. L’augurio è che anche altre realtà del territorio aderiscano a questa iniziativa innescando un processo di piantumazione diffuso e costante su tutto il territorio Sardo.

La parola “riciclo” dovrà conformarsi alla reale necessità dell’ambiente, ossia quella di essere sempre meno impattante e ricavarne di conseguenza il massimo beneficio. Mi spiego meglio: il riciclo meccanico dei rifiuti come quello della plastica, della carta o dei metalli è un’attività fortemente energivora che si sviluppa in diverse fasi. Questo comporta lo spostamento degli stessi rifiuti per l’Italia e l’Europa producendo un inquinamento notevolmente superiore rispetto ai benefici e alla esigua quantità effettivamente riciclata rispetto alla quantità dei rifiuti trattati. Pensate che su 100 rifiuti di plastica solo il 30/40 per cento vengono riciclati, il restante finisce nelle discariche o nel termovalorizzatore dopo innumerevoli lavorazioni.
L’unico vantaggio materiale che il riciclaggio comporta è l’indotto della manodopera.Ecco perché il concetto della parola “riciclo” cambierà nei prossimi anni, soprattutto con le gravi conseguenze della crisi energetica che stiamo vivendo. Anche l’energia sarà considerata come un prodotto delle operazioni di riciclaggio alla pari di un foglio di carta o un maglione di pile prodotto da plastica riciclata.La termovalorizzazione dei rifiuti a km zero, quindi acquisterà maggiore importanza per diversi motivi: un minore costo per le aziende, la produzione di energia e calore e, soprattutto, la concreta consapevolezza di lavorare tutelando l’ambiente.

I rifiuti umidi per loro natura sono semplici da trattare e le tecnologie attuali garantiscono un livello di recupero praticamente prossimo al 100%. La preoccupazione più grande è rivolta invece ai rifiuti chimici che sono particolarmente complessi da rendere inermi per la salute e l’ambiente.

La tecnologia per sua vocazione velocizza e rende più sicuri i processi e di conseguenza anche gli approcci ai diversi aspetti legati al mondo dei rifiuti ma anche a tutti quelli della vita quotidiana. Ricordiamoci che con le nostre attività mettiamo in pericolo gli ambienti naturali fondamentali per gli equilibri del nostro pianeta e delle nostre città.
Nell’ultimo decennio la popolazione è diventata molto più sensibile alle tematiche ambientali. Sta nascendo una nuova consapevolezza. Le abitudini quotidiane fanno la differenza e formano una nuova mentalità ecologica. È già nata e sta muovendo i suoi primi passi.