
In questo periodo incerto, dove la pandemia detta i nostri ritmi, lasciamo sul campo numerose vittime, e la più dolorosa è la scuola
Gli spazi chiusi, la liturgia degli orari rendono difficile la convivenza e la didattica, costringendo a chiudere scuole e mettere in quarantena intere classi. E’ del tutto evidente il danno che subirà la forma di socialità più importante per il nostro futuro, la formazione dei bambini.
C’è bisogno di luoghi che rendano concreta e possibile l’apertura dell’istituzione scolastica alla natura e alla città. I contesti individuati per offrire soluzioni aperte e diffuse sono vari: parchi e giardini, ma anche boschi, cortili, portici, pergolati, allestiti con materiali di recupero o naturali, con gazebo, tettoie, tensostrutture.
Tanti i benefici per i bambini: meno stress, più concentrazione, miglior rendimento scolastico, maggior benessere psicofisico, conoscenza e rispetto dell’ambiente.
Dal 2019 nasce la Rete Nazionale Scuole all’aperto che mette in contatto varie scuole, fornisce formazione per i docenti e propone soluzioni innovative per la didattica, con la collaborazione di Enti ed associazioni del territorio.
Stanno nascendo così in molte città d’Italia aule particolari: niente banchi, niente tetto. L’aula è aperta tutto l’anno agli alunni, ma anche al sole, alla pioggia, al vento, alla neve, alle fioriture, alle farfalle, perché i bambini possano conoscere la natura, i suoi ritmi, le sue leggi, e imparare a capirla e rispettarla, in un modo speciale: vivendola in prima persona, con le sue intemperie, con le sue meraviglie, con le sue stagioni.
E se piove? Nessun problema: si ricorre a portici, strutture estive riconvertite, tensostrutture fornite da privati, tettoie.
Un modello didattico che parte da due forti esigenze: proporre agli alunni uno stretto contatto con il territorio e con l’ambiente, e fronteggiare l’emergenza Covid in sicurezza, con postazioni distanziate e distanziamento “a bolla” tra le classi, offrendo al contempo ai bambini una scuola ricca di relazioni e di emozioni. Così, la didattica outdoor sembra porsi anche come una valida alternativa alla didattica a distanza.
Le città che hanno aderito all’iniziativa sono indifferentemente del nord, sud sino alla Sicilia, e le fila si stanno ingrossando. E’ in atto un cambiamento della scuola, che se incoraggiato, potrà andare oltre l’epidemia, verso una offerta didattica a misura di bambino.