
Vittoria mai stata in discussione al Palas: l’Olimpia Milano, seconda forza del campionato, ha dominato la partita sin da subito con una fuga già nel secondo quarto e dilagando nel punteggio contro una Dinamo palesemente in difficoltà
Un primo tempo imbarazzante chiuso con passivo pesantissimo: 24-50.
A memoria non si era mai registrato al Palas un passivo così pesante, neppure con le corazzate Real Madrid e CSKA Mosca in EuroLega 2015-2016. Si era capito sin da subito che non sarebbe stata una serata di gala: Banco subito in difficoltà (2-8 al 3’)
ma fino al primo quarto è in partita e risponde colpo su colpo (20-22 al 10’).
Cambia tutto nel secondo quarto: Milano domina in entrambe le metà campo, segnando con costanza da dentro l’area e da tre punti. Grande match di Hall, Baron è micidiale con un canestro che spezza l’inerzia del quarto, il recupero con fallo e canestro di Melli apre lo strappo (26-37 al 16’ con parziale di 15-6). Sassari accusa il colpo, Milano aggredisce ogni possesso, la difesa dell’Olimpia è pazzesca e ti stritola, la squadra di Messina uccide la partita con un break di 23-2 che non ammette repliche. (all’intervallo 26-50)
Messina continua a schierare tutta l’artiglieria di Eurolega, compreso Hines (rimangono fuori Thomas e gli infortunati Pangos e Shields). Rientra anche Tonut dopo il malanno fisico. Bucchi, che non ha Gentile al meglio, getta nella mischia Dowe dopo due mesi dall’infortunio muscolare al posto di Nikolic. Milano fa valere tutta la sua stazza con Luwawu-Cabarrot (21), che dimostra di essere anche un ottimo attaccante oltre che un bel difensore e Davies e Baron: alla fine metteranno a referto rispettivamente 21, 16, 16: oltre la metà dei punti arriverà dalle loro mani!
Nel secondo tempo l’Olimpia ricomincia da dove aveva lasciato, ovvero martellando da due punti. Luwawu-Cabarrot segna anche da tre punti e firma il 7-0 di parziale. Il parziale si allunga, la partita è ormai a senso unico con la squadra milanese che tiene benissimo difensivamente ed è precisa e concentrata in attacco.
Luwawu-Cabarrot firma il 29-70, a cui risponde Diop con un canestro con fallo. Billy Baron colpisce ancora da tre punti con una grande tripla, a cui seguono 4 punti di Dowe e Diop. Hall segna da dietro l’arco al termine di una bellissima azione e firma il 36-78. A 6’17” del terzo quarto il passivo è di 29-66 e si conclude con la Dinamo Sassari che piazza un parziale di 10-4, portando il punteggio sul 46-82.
Il quarto periodo si apre con qualche errore al tiro da entrambe le parti. La Dinamo Sassari trova una buona giocata con la schiacciata di Stephens e con la tripla di Kruslin tocca il -30. Alviti appena entrato segna una bella tripla per il 55-89, a cui segue il tiro da tre realizzato da Baldasso. La Dinamo trova un parziale di 6-0 e torna -31.
Forse come punteggio siamo ai minimi storici della gestione Sardara. Neppure nella stagione post scudetto ci furono debacle così pesanti e il pubblico ha assistito, attonito, a una prestazione che avrebbe dovuto essere diversa sopratutto quando l’avversario si chiama Olimpia Milano e anche alla luce della sconfitta di Pesaro.
La partita diventa un allenamento con Sassari che prova in tutti i modi almeno a ridurre lo scarto, ma l’Olimpia continua a non concedere una virgola. Finisce 63-92.
Nota positiva di un match da archiviare subito ma che non fa onore alle grandi sfide con Milano che hanno sempre infiammato il Palazzetto; tre biancoblu vanno in doppia cifra: Benzius (15), Robinson (12), Dowe (11) ma ovviamente non basta.
Dinamo – Milano 63-92 (20-22 / 26-50 / 46-82)
Dinamo Sassari: Jones 9, Robinson 12, Dowe 11, Kruslin 6, Gandini, Devecchi, Treier, Chessa, Stephens 6, Bendzius 15, Gentile, Diop 4. All.Bucchi
Olimpia Milano: Davies 16, Cabarrot 21, Mitrou-Long 7, Tonut, Melli 9, Baron 16, Ricci 2, Biligha 2, Hall 5, Baldasso 6, Alviti 2, Hines 6. All.Messina
Chiavi del match: la straordinaria difesa di Milano del 2° quarto che produce il 23-2 che uccide la partita.
Sala Stampa
Bucchi: “Milano ci ha messo in grandissima difficoltà con la sua fisicità che ha pesato come un macigno, è brutto vedere la squadra quasi rassegnata, mi dispiace, speravo in una reazione, ogni canestro era difficile da costruire, questa cosa l’abbiamo pagata assolutamente anche a livello psicologia. Non ci deve essere una ripercussione negativa, avevamo fatto dei passi in avanti evidenti, dobbiamo trovare gli spunti per cercare di migliorare e usarla da lezione”.